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La lettera H

La H è l'ottava lettera dell'alfabeto italiano e l'unica che non rappresenta alcun suono. Si chiama acca e ha tre funzioni, tutte grafiche: rendere dure la c e la g, distinguere le voci del verbo avere dai loro omofoni e comparire nelle interiezioni.

Nome e pronuncia

Il nome è acca, femminile, ed è l'unica lettera il cui nome non contiene il proprio suono, semplicemente perché quel suono non esiste. Non si pronuncia mai: ho si legge come o, hotel come otel, hobby come obbi. Da qui l'espressione «non contare un'acca», cioè non contare nulla. Nei prestiti dall'inglese e dal tedesco molti parlanti tentano un'aspirazione, ma la pronuncia corrente italiana la ignora.

A che cosa serve

Ch e gh: la tabella completa

La c e la g hanno un suono duro davanti ad a, o, u e un suono dolce davanti a e e i. L'acca serve a ottenere il suono duro anche davanti a e e i:

Suono+ a+ e+ i+ o+ u
c dura /k/casachechicosacura
c dolce /tʃ/ciaocenacielociotolaciuffo
g dura /g/gattoghepardoghirogonnagufo
g dolce /dʒ/giallogelatogirogiocogiusto

Le due tabelle sono simmetriche: la h «indurisce», la i «addolcisce». I dettagli sulle due consonanti sono nelle pagine della lettera C e della lettera G, e tutti i gruppi in digrammi dell'alfabeto.

Plurali e verbi: quando compare l'acca

Da dove viene la lettera H

Viene dal segno fenicio 𐤇 ḥēt, che rappresentava una recinzione o un muro e valeva una fricativa faringale. I greci lo presero come eta Η, prima con valore di aspirazione e poi, nel dialetto ionico, come vocale /ɛː/ lunga. Etruschi e romani lo recuperarono con il valore aspirato, e in latino classico la h si pronunciava, sia pure debolmente: già in età imperiale i romani stessi la omettevano scrivendo. L'italiano ha ereditato la lettera senza il suono.

Le voci ho, hai, ha, hanno conservano l'acca del latino habeo, habes, habet, habent: è una scelta etimologica rimasta perché utile a distinguere gli omofoni. Tra Ottocento e Novecento circolò anche una grafia alternativa con l'accento (ò, ài, à, ànno), proposta proprio per eliminare la lettera muta, ma non si è mai affermata e oggi è considerata errata.

La H negli altri alfabeti e codici

SistemaEquivalente
GrecoΗ η (eta, vocale)
CirillicoХ х (vale /x/); la Н н vale /n/
Ebraicoח (chet)
Araboح (ha) · ه (he)
Morse· · · ·
Braillepunti 1-2-5
Alfabeto NATOHotel
LISindice e medio uniti, in orizzontale

Ha o a, hanno o anno, ho o o?

È l'errore di ortografia più frequente legato all'acca. Il trucco più sicuro è sostituire la parola con un'altra voce del verbo avere, per esempio aveva o avevano: se la frase ha ancora senso, ci vuole l'acca.

FraseProvaRisultato
Marco ___ fameMarco aveva fame ✓ha
Vado ___ RomaVado aveva Roma ✗a
Loro ___ ragioneLoro avevano ragione ✓hanno
L'___ prossimoL'avevano prossimo ✗anno
Io ___ sonnoIo avevo sonno ✓ho
Tè ___ caffè?Tè avevo caffè? ✗o

Lo stesso vale per hai e ai: hai è il verbo (hai visto?), ai è la preposizione articolata (vado ai giardini).

La H nelle altre lingue

La H come simbolo

Parole che iniziano con H

Nessuna parola italiana di origine latina inizia con h: erba, uomo, onore l'avevano in latino (herba, homo, honor) e l'hanno persa. Le uniche parole con acca iniziale sono le voci di avere e i prestiti.

Perché si scrive «ho» con l'acca?
Per distinguerlo dalla congiunzione o. È l'unico uso grammaticale di una lettera muta in italiano.
Si scrive «un hotel» o «uno hotel»?
Un hotel. Poiché l'acca è muta, la parola inizia di fatto per vocale e prende l'articolo delle parole vocaliche.
Come si chiama la lettera H?
In italiano si chiama acca ed è di genere femminile: si dice «l'acca», «un'acca». È l'ottava lettera dell'alfabeto, sia in quello italiano di 21 lettere sia in quello latino di 26.
Quando si scrive ha con l'acca?
Quando è il verbo avere: «ha fame», «ha detto». Se la frase regge la sostituzione con «aveva», si scrive ha; altrimenti è la preposizione a.
Perché amica fa amiche ma amico fa amici?
I femminili in -ca e -ga prendono sempre l'acca al plurale per mantenere il suono duro; i maschili in -co e -go oscillano per ragioni storiche, quindi amico → amici ma fuoco → fuochi.
Che cosa vuol dire «non capire un'acca»?
Significa non capire nulla. L'espressione nasce dal fatto che l'acca, non avendo suono, è la lettera che «vale» meno di tutte.

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