alfabeto.net
  1. Home
  2. Lettere dell'alfabeto
  3. La lettera T

La lettera T

La T è la diciottesima lettera dell'alfabeto italiano e una consonante occlusiva dentale sorda. Si chiama ti, rappresenta sempre il suono /t/ ed è l'ultima lettera dell'alfabeto fenicio originale, da cui discendono tutti gli alfabeti europei.

Nome e pronuncia

Il nome è ti, femminile e invariabile. Si articola appoggiando la punta della lingua contro la faccia interna degli incisivi superiori: è dentale, non alveolare come quella inglese, e non è aspirata. L'italiano non palatalizza la t davanti a i, a differenza del portoghese brasiliano, e non la sonorizza tra vocali, al contrario dell'inglese americano. Può essere lunga, e la differenza distingue parole: fato e fatto, tuta e tutta, moto e motto.

Da dove viene la lettera T

Viene dal segno fenicio 𐤕 tāw, che significava «marca» o «segno» e si disegnava come una croce o una X. Era l'ultima lettera dell'alfabeto fenicio, e da qui l'espressione biblica «dall'alef al tav», equivalente al nostro «dalla A alla Z». I greci lo presero come tau Τ, girando la croce fino a mettere l'architrave in alto, e i romani lo ereditarono senza modifiche. Le lettere che nell'alfabeto latino vengono dopo la T — U, V, W, X, Y, Z — sono tutte aggiunte posteriori.

La T negli altri alfabeti e codici

SistemaEquivalente
GrecoΤ τ (tau)
CirillicoТ т
Ebraicoת (tav) · ט (tet)
Araboت (ta) · ط (ta enfatica)
Morse—
Braillepunti 2-3-4-5
Alfabeto NATOTango
LISpollice tra indice e medio

In morse la T è una sola linea, il segno più corto dopo il punto della E, perché è anch'essa una delle lettere più frequenti.

Parole che iniziano con T

T semplice o doppia

Come si scrive la T

La T maiuscola si traccia con due soli tratti: prima l'asta verticale, poi la barra orizzontale in alto. Nella t minuscola la barra scende più in basso e attraversa l'asta, che a sua volta supera di poco la barra e termina con una piccola curva verso destra. Nel corsivo la barra si aggiunge di solito alla fine della parola, dopo aver legato tutte le lettere.

La T nelle altre lingue

In inglese la t è alveolare e aspirata a inizio di sillaba tonica (top), e nell'inglese americano tra vocali si avvicina a una r leggera (water). Il digramma th non ha nulla a che fare con la t: rappresenta i suoni /θ/ e /ð/ di think e this. In tedesco, francese e olandese si trova th in alcune parole di origine greca, ma si legge come una t semplice: Theater, théâtre.

La T come simbolo

AmbitoSignificato di T o t
Unità di misurat = tonnellata; T = tesla; prefisso T = tera (10¹²)
FisicaT per la temperatura assoluta e il periodo, t per il tempo
Insegnela «T» bianca su fondo scuro delle tabaccherie italiane
Abbigliamentola T-shirt, chiamata così per la sua forma

Al telefono, nell'alfabeto telefonico italiano, si dice «T come Torino»; nell'alfabeto NATO la parola è Tango.

Regole e confusioni frequenti

Il gruppo latino -ct- si è assimilato in -tt- nelle parole popolari italiane: factum è diventato fatto, noctem è diventato notte, octo è diventato otto. Lo stesso è accaduto al gruppo -pt-: septem → sette, aptus → atto. Per questo l'italiano ha dottore e ottobre dove l'inglese conserva doctor e October. Il gruppo -zione, frequentissimo, si scrive sempre con z e non con t, benché derivi dal latino -tionem: azione, nazione, stazione.

La T italiana suona come quella inglese?
No: quella italiana è dentale e non aspirata, quella inglese è alveolare e aspirata a inizio di parola.
Perché «azione» si scrive con la Z e non con la T?
Perché in italiano il suffisso latino -tionem ha dato /tsjone/, un suono affricato che si scrive con z. Vedi la lettera Z.
Come si dice T nello spelling al telefono?
In italiano si dice «T come Torino»; nelle comunicazioni internazionali si usa Tango dell'alfabeto NATO.
Perché i tabaccai hanno la T come insegna?
La T sta per «tabacchi»: è il contrassegno delle rivendite autorizzate di generi di monopolio, come sigarette, francobolli e valori bollati.
Si scrive «fato» o «fatto»?
Sono due parole diverse: fato, con una t, è il destino; fatto, con due, è il participio di fare o un avvenimento.

Altre pagine della sezione