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Storia dell'alfabeto

Tutti gli alfabeti del mondo, salvo una manciata di invenzioni moderne, discendono da un unico antenato creato circa 3.800 anni fa nel Sinai da lavoratori che parlavano una lingua semitica e conoscevano i geroglifici egizi. Questa è la catena che va da quel primo alfabeto alle lettere che stai leggendo.

Linea del tempo

Data approx.ScritturaChe cosa aggiunge
3200 a.C.Cuneiforme e geroglificiPrime scritture; non sono alfabeti, ma l'egizio ha 24 segni consonantici
1800 a.C.ProtosinaiticoPrimo alfabeto: circa 22 segni presi dai geroglifici per il loro suono iniziale (principio acrofonico)
1050 a.C.Fenicio22 consonanti, forme stabili, si diffonde nel Mediterraneo
800 a.C.GrecoAggiunge le vocali: è il primo alfabeto completo
700 a.C.EtruscoAdatta il greco occidentale in Italia
650 a.C.Latino arcaico21 lettere prese dall'etrusco
I sec. a.C.Latino classico23 lettere: si aggiungono Y e Z per le parole greche
II sec. d.C.RunicoAdattamento germanico degli alfabeti italici
IX sec.Glagolitico e cirillicoCirillo e Metodio creano alfabeti per le lingue slave
XVI sec.Latino modernoSi separano I/J e U/V e si aggiunge la W: 26 lettere

L'invenzione decisiva: una lettera per suono

I geroglifici e il cuneiforme avevano bisogno di centinaia di segni perché rappresentavano parole o sillabe. Il passo decisivo fu prendere un disegno (per esempio la testa di un bue, alp in semitico) e usarlo solo per il suo primo suono, /a/. Con due dozzine di segni così si poteva scrivere qualsiasi parola. I greci fecero l'ultimo passo riutilizzando segni di consonanti che non esistevano nella loro lingua per scrivere le vocali: alef divenne alfa.

Perché la A ha quella forma

Se capovolgi una A maiuscola, vedrai la testa di un bue con due corna. La B viene dalla pianta di una casa (bet, «casa» in semitico); la M da una linea d'acqua (mem); la O da un occhio (ayin). Le lettere cambiarono orientamento passando dal fenicio (scritto da destra a sinistra) al greco e al latino (da sinistra a destra), e così si fissarono. La pagina evoluzione dell'alfabeto mostra la forma di ogni lettera in ogni tappa.

Altri rami della stessa famiglia

Dal fenicio uscì anche l'aramaico, e da questo l'ebraico, l'arabo e, secondo l'ipotesi più accettata, le scritture dell'India come il devanagari. Solo l'hangul coreano (1443), il cherokee (1821) e alcuni alfabeti africani e del Pacifico sono stati creati senza partire da questo tronco.

Un ordine che ha più di tremila anni

La sequenza A, B, C… non è casuale né moderna. Tavolette d'argilla trovate a Ugarit, in Siria, e datate al XIV secolo a.C. contengono già elenchi di lettere in un ordine che corrisponde in gran parte a quello fenicio: alef, bet, gimel, dalet. Il greco lo ereditò (alfa, beta, gamma, delta) e il latino lo trasmise a noi. Il motivo originale dell'ordine non è noto; è probabile che servisse proprio a imparare le lettere a memoria, come le filastrocche che usiamo ancora oggi. Vedi ordine alfabetico.

La G, la lettera inventata dai romani

Il latino arcaico usava la C sia per /k/ sia per /ɡ/, un'eredità dell'etrusco, che non aveva il suono /ɡ/. Nel III secolo a.C. i romani crearono una lettera nuova aggiungendo un trattino alla C: nacque la G, che la tradizione attribuisce a Spurio Carvilio Ruga. La collocarono al settimo posto, dove in origine stava la Z, che era caduta in disuso. Quando, in età classica, la Z tornò per scrivere parole greche, fu messa in fondo all'alfabeto insieme alla Y: è per questo che oggi la Z è l'ultima lettera. Vedi la lettera G e la lettera Z.

Come sono nate le minuscole

I romani scrivevano solo in maiuscole, nelle iscrizioni, e in forme corsive veloci sulla cera e sul papiro. Le minuscole sono il risultato di una lunga evoluzione della scrittura a mano:

  1. Onciale e semionciale (IV–VIII secolo): scritture librarie arrotondate, in cui alcune lettere sviluppano aste che salgono e scendono, come in b, d, p, q.
  2. Minuscola carolina (fine VIII secolo): promossa nell'impero di Carlo Magno, è chiara, regolare e con le parole ben separate. È la base diretta delle nostre minuscole.
  3. Gotica (XII–XV secolo): stretta e spezzata, dominante nell'Europa del nord. Vedi l'alfabeto gotico.
  4. Umanistica (XV secolo): gli umanisti fiorentini, convinti di imitare gli antichi, recuperarono la carolina e la combinarono con le maiuscole delle iscrizioni romane.
  5. Stampa: i tipografi attivi a Venezia trasformarono l'umanistica nel carattere «romano» tondo, e nel 1501 Aldo Manuzio pubblicò il primo libro in carattere corsivo, inciso da Francesco Griffo.

Ogni volta che scriviamo, quindi, usiamo maiuscole dell'antica Roma e minuscole del Medioevo carolingio, unite dagli umanisti italiani. Vedi maiuscole e minuscole e l'alfabeto corsivo.

Gli spazi tra le parole

Molti testi greci e latini antichi erano scritti in scriptio continua, senza spazi né punteggiatura regolare: il lettore, che di solito leggeva ad alta voce, separava le parole da sé. Gli spazi si diffusero nell'alto Medioevo, grazie ai copisti irlandesi e anglosassoni, per i quali il latino era una lingua straniera e la separazione delle parole un aiuto prezioso. La punteggiatura moderna si stabilizzò solo con la stampa.

Dal latino all'italiano

L'alfabeto italiano di 21 lettere è il risultato di scelte fatte tra il Cinquecento e l'Ottocento: la separazione tra u e v, proposta tra gli altri da Gian Giorgio Trissino nel 1524, si impose gradualmente nella stampa; la j, usata a lungo per la i semiconsonantica (ajuto, noja), è uscita dall'uso nel Novecento; k, w, x e y sono rimaste confinate ai prestiti. La storia di questa scelta è in quante lettere ha l'alfabeto.

Qual è l'alfabeto più antico?
Il protosinaitico, nato intorno al 1800 a.C. nella penisola del Sinai e in Egitto, è considerato il più antico alfabeto conosciuto e l'antenato di quasi tutti quelli moderni.
Chi ha inventato l'alfabeto?
Non un singolo inventore, ma lavoratori di lingua semitica che conoscevano i geroglifici egizi. Ne parliamo in chi ha inventato l'alfabeto.
Chi ha aggiunto le vocali all'alfabeto?
I greci, intorno all'VIII secolo a.C., riutilizzando segni fenici di consonanti che il greco non aveva: per esempio alef divenne la vocale alfa.
Quando sono nate le lettere minuscole?
Si sono sviluppate gradualmente dalla scrittura a mano tardoantica; la forma da cui derivano direttamente le nostre è la minuscola carolina, della fine dell'VIII secolo.
Perché la Z è l'ultima lettera dell'alfabeto?
Perché i romani la eliminarono e, quando la reintrodussero per le parole greche, la misero in fondo; il suo vecchio posto, il settimo, era stato preso dalla G.

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