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Geroglifici egizi

I geroglifici egizi non sono disegni simbolici: sono una scrittura completa con oltre 700 segni che funzionavano in tre modi diversi allo stesso tempo. Furono usati per 3.500 anni, dal 3200 a.C. al 394 d.C., e da essi è uscito, indirettamente, l'alfabeto.

I tre tipi di segni

TipoChe cosa faEsempio
Logogrammirappresentano una parola interail disegno del sole vale rꜥ, «sole»
Fonogrammirappresentano suoni, da una a tre consonantila bocca vale /r/
Determinativinon si pronunciano; classificano la parolaun uomo seduto segnala «persona»

Una stessa parola combinava i tre tipi. I determinativi risolvevano l'ambiguità di una scrittura che, come quelle semitiche, non annotava le vocali: due parole scritte con le stesse consonanti si distinguevano dal segno muto finale.

L'«alfabeto» egizio: 24 unilitteri

Fra le centinaia di segni ce n'era un gruppo di circa 24 che valevano una sola consonante. Con essi si poteva scrivere qualsiasi parola foneticamente, ed è così che si trascrivevano i nomi stranieri. È questo sottoinsieme ad aver ispirato gli inventori dell'alfabeto.

SegnoOggettoSuono
𓄿avvoltoio
𓇋giuncoj
𓂝braccio
𓅱pulcino di quagliaw
𓃀piedeb
𓊪stuoiap
𓆑vipera cornutaf
𓅓civettam
𓈖acquan
𓂋boccar
𓉔riparoh
𓎛stoppino intrecciato
𓋴stoffa piegatas
𓈙vascaš
𓎡cestok
𓎼supporto per giarag
𓏏panet
𓂧manod

Il passo che gli Egizi non fecero mai fu eliminare tutto il resto. Per loro scrivere solo con questi segni avrebbe impoverito un sistema perfettamente funzionante. Furono altri, che non padroneggiavano il sistema completo, a tenersi solo questa parte. Vedi alfabeto protosinaitico.

Come si leggono

I geroglifici potevano essere scritti da destra a sinistra, da sinistra a destra o in colonne. Per sapere da dove cominciare c'è una regola semplice: i segni con un volto guardano verso l'inizio della riga. Se gli uccelli e le persone guardano a destra, si legge da destra a sinistra. Vedi direzione di scrittura.

I nomi dei faraoni sono racchiusi in un cartiglio, un ovale allungato. Fu l'indizio decisivo della decifrazione: essendo gli unici gruppi identificabili sulla stele di Rosetta, permisero di attribuire valori fonetici ai segni di «Tolomeo» e «Cleopatra».

La decifrazione

L'ultima iscrizione geroglifica nota è del 394, a File. Poi si perse del tutto la capacità di leggerli, e per quattordici secoli si credette che fossero simboli mistici privi di valore fonetico.

La stele di Rosetta, trovata nel 1799, riportava lo stesso decreto in geroglifico, demotico e greco. Nel 1822 Jean-François Champollion dimostrò che i segni rappresentavano suoni e non idee, appoggiandosi alla sua conoscenza del copto, l'ultima fase della lingua egizia, scritta con lettere greche e conservata nella liturgia cristiana d'Egitto.

Ieratico e demotico

Accanto al geroglifico monumentale esistevano due scritture corsive per l'uso quotidiano: lo ieratico, antico quanto il geroglifico e usato su papiro dai sacerdoti, e il demotico, molto più abbreviato, dal VII secolo a.C. I tre sistemi scrivono la stessa lingua. Vedi scrittura cuneiforme e scrittura logografica.

I geroglifici sono un alfabeto?
No. Mescolano logogrammi, segni fonetici e determinativi, pur contenendo un sottoinsieme di 24 segni di una sola consonante.
Chi ha decifrato i geroglifici?
Jean-François Champollion, nel 1822, grazie alla stele di Rosetta e alla sua conoscenza del copto.

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