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Alfabeto aramaico

L'alfabeto aramaico aveva 22 lettere ereditate dal fenicio e si scriveva da destra a sinistra. Fu la scrittura amministrativa dell'Impero persiano achemenide, e da esso discendono l'ebraico quadrato, l'arabo, il siriaco, il mongolo e, con ogni probabilità, le scritture dell'India e del sud-est asiatico.

Le 22 lettere

NomeSuonoEbraico odiernoArabo odierno
alafʾאا
betbבب
gamalgגج
dalatdדد
hehהه
wawwוو
zainzזز
ḥetḥחح
ṭetṭטط
yodyיي
kafkכك
lamadlלل
mimmמم
nunnנن
semkatsס—
ʿeʿעع
pep / fפف
ṣadeṣצص
qofqקق
rešrרر
šinšשش
tawtתت

La lingua franca di tre imperi

L'aramaico nacque come lingua di piccoli regni siriani, ma gli Assiri lo adottarono per l'amministrazione e i Persiani ne fecero la lingua ufficiale di un impero che andava dall'Egitto all'Indo. Per quasi mille anni, tra il 700 a.C. e il 700 d.C., fu la lingua franca del Vicino Oriente: quella parlata da Gesù di Nazaret, quella di parti dei libri di Daniele ed Esdra, e quella del Talmud babilonese.

È questa diffusione amministrativa a spiegare perché il suo alfabeto sia stato il più prolifico della storia dopo il greco.

Le madri di lettura

L'aramaico introdusse una soluzione parziale al problema delle vocali: usare alcune consonanti per indicarle. La waw segnava /u/ e /o/, la yod segnava /i/ ed /e/, l'alaf e la he segnavano la /a/ finale. Si chiamano matres lectionis, «madri di lettura», e funzionano allo stesso modo oggi in ebraico e in arabo.

È un passaggio intermedio interessante: non arriva a essere un alfabeto completo come il greco, ma smette di essere un abjad puro.

L'ebraico antico si scriveva con un alfabeto paleoebraico derivato direttamente dal fenicio. Dopo l'esilio babilonese gli ebrei adottarono la scrittura aramaica, e quell'«alfabeto quadrato» è quello che si usa oggi. Le lettere ebraiche attuali sono, a rigore, lettere aramaiche.

I discendenti

Caratteristiche della scrittura

Parole aramaiche che conosciamo già

Alcune espressioni aramaiche sono arrivate fino a noi attraverso i Vangeli, che le riportano in originale con la traduzione greca:

EspressioneSignificatoDove compare
AbbàpadreMarco 14,36
Talità kumfanciulla, alzatiMarco 5,41
EffatàapritiMarco 7,34
Eloì, Eloì, lemà sabactàniDio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?Marco 15,34
MaranathàSignore nostro, vieni1 Corinzi 16,22

Aramaica è anche la parola bar, «figlio di», che si ritrova in nomi come Barabba, Bartolomeo e Simone bar Giona.

Dove si leggono testi aramaici

L'aramaico oggi

La lingua non è morta. Varietà di neoaramaico sono parlate ancora oggi da comunità assire e caldee originarie di Iraq, Siria, Turchia e Iran (e dalla loro diaspora), dai mandei e, nella forma occidentale, in alcuni villaggi siriani come Maaloula. Queste varietà moderne si scrivono soprattutto con l'alfabeto siriaco o, per il mandaico, con una scrittura propria; le varietà parlate dagli ebrei del Kurdistan usano invece l'alfabeto ebraico.

Vedi alfabeto fenicio, alfabeto protosinaitico, evoluzione dell'alfabeto e storia dell'alfabeto.

Quante lettere ha l'alfabeto aramaico?
22, tutte consonanti, le stesse del fenicio da cui deriva e nello stesso ordine che ritroviamo nell'alfabeto ebraico.
In che direzione si scrive l'aramaico?
Da destra a sinistra, come il fenicio, l'ebraico, il siriaco e l'arabo.
L'alfabeto aramaico si usa ancora?
Non nella sua forma antica, ma sì nei suoi discendenti: l'ebraico e il siriaco ne sono adattamenti diretti.
L'aramaico è la lingua di Gesù?
Sì, parlava una varietà di aramaico galilaico, la lingua comune della Palestina del I secolo.
Qualcuno parla ancora aramaico?
Sì: varietà di neoaramaico sono parlate da comunità assire, caldee e mandee del Medio Oriente e della diaspora, e in alcuni villaggi siriani come Maaloula.

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