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Alfabeto siriaco

L'alfabeto siriaco ha 22 lettere, si scrive da destra a sinistra ed è legato in corsivo. Discendente diretto dell'aramaico, fu la scrittura del cristianesimo d'Oriente ed è ancora viva nelle chiese siriache di Iraq, Siria, Turchia, Libano, India e diaspora.

Le 22 lettere

LetteraNomeSuonoValore numerico
ܐalaphʾ / a1
ܒbethb / v2
ܓgamalg3
ܕdalathd4
ܗheh5
ܘwaww / u / o6
ܙzayns di rosa7
ܚheth8
ܛteth9
ܝyodhi10
ܟkaphk20
ܠlamadhl30
ܡmimm40
ܢnunn50
ܣsemkaths60
ܥʿeʿ70
ܦpep / f80
ܨsadhe90
ܩqophq100
ܪreshr200
ܫshinsc di scena300
ܬtawt400

L'ordine e i nomi sono gli stessi del fenicio e dell'ebraico: alaph, beth, gamal, dalath. Come in essi, ogni lettera ha anche un valore numerico.

I tre stili

StileEpocaUso
Estrangeladal I sec.il più antico, monumentale; oggi in titoli e usi formali
Sertodall'VIII sec.«occidentale», della Chiesa siro-ortodossa e maronita
Madnhayadall'VIII sec.«orientale», della Chiesa assira d'Oriente e caldea

La divisione fra occidentale e orientale risale allo scisma cristologico del V secolo, e ciascun ramo sviluppò anche un proprio sistema di vocalizzazione: punti e trattini per quello orientale, lettere greche in miniatura per quello occidentale.

Il siriaco ebbe un ruolo decisivo nella trasmissione del sapere greco. Traduttori siriaci volsero nella propria lingua Aristotele, Galeno ed Euclide, e da quelle versioni — o direttamente per mano siriaca — i testi passarono poi all'arabo nella Casa della Sapienza di Baghdad, e di lì, secoli dopo, al latino a Toledo.

I discendenti

Dal siriaco uscì, attraverso il sogdiano e l'uiguro, l'alfabeto mongolo, e da questo il mancese. La scrittura che Gengis Khan adottò nel 1204 è, per via indiretta, quella degli evangeliari siriaci.

Oggi

Lo usano le comunità di lingua neoaramaica: assiri, caldei, siro-ortodossi e maroniti, in Iraq, Siria, sud-est della Turchia, Libano e nelle loro diaspore in Svezia, Germania, Australia e Stati Uniti. Anche la Chiesa di San Tommaso in Kerala, in India, conserva il siriaco come lingua liturgica.

Vedi alfabeto aramaico, abjad e alfabeti del mondo.

Il siriaco è la lingua di Gesù?
È una varietà letteraria dell'aramaico, molto vicina a quella parlata in Palestina nel I secolo, ma non esattamente la stessa.
Si usa ancora?
Sì, come lingua liturgica e, nella sua forma neoaramaica, come lingua parlata da alcune centinaia di migliaia di persone.

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