Alfabeto giapponese
Il giapponese non ha un alfabeto, ma tre sistemi di scrittura usati insieme nella stessa frase: due sillabari da 46 segni ciascuno, l'hiragana e il katakana, e i kanji, circa 2.136 caratteri di origine cinese di uso ufficiale. A questi si aggiunge l'alfabeto latino, chiamato rōmaji, per sigle e marchi.
I tre sistemi a colpo d'occhio
| Sistema | Segni | Tipo | A che serve |
|---|---|---|---|
| Hiragana | 46 di base | sillabario | particelle, desinenze verbali, parole giapponesi |
| Katakana | 46 di base | sillabario | prestiti, nomi stranieri, onomatopee |
| Kanji | 2.136 ufficiali | logogrammi | radici di sostantivi, verbi e aggettivi |
| Rōmaji | 26 | alfabeto | sigle, marchi, tastiere |
Una frase corrente li mescola tutti. In 私はイタリアでコーヒーを飲みます («bevo caffè in Italia»), 私 e 飲 sono kanji, イタリア e コーヒー sono katakana, e は, で, を, みます sono hiragana.
Perché tre sistemi
Il giapponese non aveva una scrittura propria. Verso il V secolo cominciò a usare i caratteri cinesi, ma cinese e giapponese sono lingue senza parentela e con strutture opposte: il cinese non coniuga né declina, il giapponese fa tutto con le desinenze. Scrivere il giapponese solo con i kanji obbligava a inventare convenzioni sempre più complicate per annotare quelle desinenze.
La soluzione arrivò nel IX secolo con i due sillabari, entrambi derivati dal kanji per strade diverse: l'hiragana semplificando il carattere intero in corsivo, il katakana prendendo un frammento del carattere. Da allora la divisione è stabile: i kanji portano il significato, l'hiragana la grammatica. Un verbo come 食べる (taberu, mangiare) ha la radice in kanji e la desinenza in hiragana, che cambia nella coniugazione: 食べます, 食べた, 食べない.
I kanji: quanti bisogna saperne
Il ministero dell'Istruzione giapponese fissa un elenco ufficiale, i jōyō kanji, con 2.136 caratteri insegnati lungo tutta la scuola dell'obbligo: 1.026 alle elementari e il resto alle medie. Con questi si legge un quotidiano. Un dizionario completo ne registra oltre 50.000, ma la maggior parte è storica o specialistica.
Ogni kanji ha almeno due letture: la on'yomi, adattamento della pronuncia cinese originale, e la kun'yomi, la parola giapponese nativa. 水 si legge sui nei composti e mizu quando è isolato. Alcuni caratteri hanno mezza dozzina di letture e solo il contesto decide. Quando la lettura non è prevedibile, si annota sopra in hiragana piccolo: è il furigana, obbligatorio nei libri per bambini.
Il giapponese scritto non separa le parole
Non ci sono spazi tra le parole. Il lettore capisce dove ognuna inizia e finisce proprio dal cambio di sistema: i kanji marcano l'inizio delle parole di contenuto e l'hiragana segnala particelle e desinenze. È questa la ragione reale della convivenza di tre scritture: non è ridondanza storica, la mescolanza svolge la funzione che in italiano spetta agli spazi.
Confronto con il cinese e il coreano
Il cinese usa solo caratteri, senza sistema fonetico ausiliario, e per questo ne servono migliaia per scrivere qualunque testo. Il coreano ha preso la strada opposta: nel 1443 ha inventato l'hangul, un alfabeto di 24 lettere, e oggi i caratteri cinesi sono quasi aneddotici in Corea del Sud e inesistenti al Nord. Il giapponese è rimasto a metà strada, e quella mescolanza è ciò che rende l'apprendimento della lettura più lungo di anni rispetto a quello del parlato.
- Quante lettere ha l'alfabeto giapponese?
- Non esiste un alfabeto giapponese. Ci sono 46 hiragana, 46 katakana e 2.136 kanji di uso ufficiale.
- Quale si impara per primo?
- L'hiragana, poi il katakana e infine i kanji, che si studiano per anni.
- Si può scrivere il giapponese con le lettere latine?
- Sì, si chiama rōmaji e si usa su tastiere, sigle e cartelli per stranieri, ma mai come scrittura corrente.