Vocali dell'alfabeto
L'alfabeto italiano ha cinque vocali scritte — a, e, i, o, u — ma sette suoni vocalici, perché la e e la o possono essere aperte o chiuse. È la differenza principale rispetto allo spagnolo, che ha cinque lettere e cinque suoni.
Le cinque vocali e i sette suoni
| Vocale | Suono (AFI) | Apertura | Esempi |
|---|---|---|---|
| A a | /a/ | aperta centrale | casa, mare |
| E e | /e/ chiusa | media alta anteriore | vero, séra (sera) |
| E e | /ɛ/ aperta | media bassa anteriore | bello, cièlo |
| I i | /i/ | chiusa anteriore | vino, isola |
| O o | /o/ chiusa | media alta posteriore | sóle, dove |
| O o | /ɔ/ aperta | media bassa posteriore | pòrta, cuòre |
| U u | /u/ | chiusa posteriore | uva, luna |
L'apertura di e e o distingue parole altrimenti identiche: pésca (il pescare) e pèsca (il frutto), bótte (il recipiente) e bòtte (le percosse), vénti (20) e vènti (il vento). La scrittura non la segnala quasi mai, e nell'uso reale varia molto da regione a regione: la distinzione descritta dai dizionari è quella toscana, adottata come norma dalla radio e dal doppiaggio.
Accento acuto e accento grave
- Accento grave (à, è, ì, ò, ù): segna il suono aperto. Obbligatorio su è (verbo essere), caffè, però, città, più.
- Accento acuto (é, ó): segna il suono chiuso. Si scrive in perché, né, sé, affinché e nei composti di tre (ventitré).
- Sulle vocali a, i e u si usa sempre il grave, perché non esistono varianti aperte e chiuse.
Scrivere perchè con l'accento grave è l'errore ortografico più comune dell'italiano scritto: la e di perché è chiusa.
Dittonghi, trittonghi e iati
- Dittongo: due vocali in una sola sillaba, di cui una è i o u non accentata: pie-de, uo-mo, au-to, pòi.
- Trittongo: tre vocali in una sillaba: miei, tuoi, guai, aiuola.
- Iato: due vocali in sillabe diverse, quando sono entrambe forti o quando i o u portano l'accento: pa-u-ra, zi-o, vi-a, be-a-to.
La parola aiuola è celebre perché contiene tutte e cinque le vocali in quattro lettere consecutive più una: è l'esempio classico di trittongo con iato.
Perché l'italiano suona così aperto
Quasi tutte le parole italiane finiscono per vocale, e le vocali finali non si riducono mai: la o di gatto resta piena, mentre in portoghese diventa /u/ e in francese sparisce. Questa chiarezza vocalica, insieme alla regolarità dell'accento, è ciò che rende l'italiano facile da capire all'orecchio anche per chi non lo parla. Le 16 consonanti e il quadro completo dei suoni sono in pronuncia delle lettere e nell'alfabeto fonetico internazionale.
- Quante vocali ha l'italiano?
- Cinque lettere vocaliche e sette suoni, perché e e o hanno una variante aperta e una chiusa.
- Quando si scrive é e quando è?
- Acuto (é) per il suono chiuso, come in perché; grave (è) per il suono aperto, come in caffè.