Nomi delle lettere
In italiano i nomi delle lettere sono sostantivi femminili: si dice la a, una effe, due elle. Le consonanti occlusive prendono la vocale dopo (bi, ci, di), le continue la prendono prima e raddoppiano (effe, elle, emme). Solo la v e la y hanno due nomi entrambi corretti.
Le 26 lettere con il nome
| Lettera | Nome | Varianti |
|---|---|---|
| A a | a | — |
| B b | bi | — |
| C c | ci | — |
| D d | di | — |
| E e | e | — |
| F f | effe | — |
| G g | gi | — |
| H h | acca | — |
| I i | i | i latina |
| J j | i lunga | gei (nei nomi stranieri) |
| K k | cappa | ka |
| L l | elle | — |
| M m | emme | — |
| N n | enne | — |
| O o | o | — |
| P p | pi | — |
| Q q | cu | qu |
| R r | erre | — |
| S s | esse | — |
| T t | ti | — |
| U u | u | — |
| V v | vu | vi |
| W w | doppia vu | vu doppia, doppia vi |
| X x | ics | — |
| Y y | ipsilon | i greca |
| Z z | zeta | — |
Perché alcuni nomi raddoppiano la consonante
La divisione risale al latino. Le occlusive — b, c, d, g, p, q, t — non si possono pronunciare da sole, e in latino si nominavano aggiungendo una e: be, ce, de. L'italiano ha sostituito quella e con una i, ottenendo bi, ci, di. Le continue — f, l, m, n, r, s — si possono invece pronunciare da sole, e in latino prendevano una e davanti: ef, el, em. L'italiano, che non tollera parole terminanti in consonante, ha aggiunto una vocale finale e raddoppiato la consonante: effe, elle, emme. La zeta è invece un prestito diretto dal greco zêta.
Le lettere con due nomi
La v si chiama vu o vi: vu è la forma raccomandata dai dizionari e la più diffusa al Nord, vi è comune al Centro-Sud e nasce per simmetria con bi, ci, di. Di conseguenza la w è doppia vu o doppia vi. La y è ipsilon, dal greco ŷ psilón («u semplice»), oppure i greca, calco dal latino i graeca. La j si chiama i lunga nella tradizione italiana, ma nei nomi e nelle sigle straniere si sente sempre più spesso l'inglese gei. Tutte queste forme sono corrette; ciò che conta è restare coerenti dentro lo stesso testo.
Genere, plurale e come si scrivono
I nomi delle lettere sono femminili e invariabili al plurale: due a, tre esse, le doppie zeta. Si scrivono in tondo e in minuscolo, senza virgolette: la parola ha due erre. Quando si cita la lettera come segno si usa il corsivo: la b di bosco. Nell'uso non tecnico si trova anche il maschile (un grande A), ma è una deviazione recente.
Quando il nome non basta: lo spelling
Al telefono bi, di, gi, pi, ti e vi si confondono continuamente. La soluzione italiana tradizionale è il nome di città (Ancona, Bologna, Como…), descritta in alfabeto telefonico italiano; in aviazione e radio si usa invece l'alfabeto aeronautico NATO. Per il suono di ogni lettera, e non per il suo nome, vedi pronuncia delle lettere; l'elenco completo è in alfabeto completo.
- Si dice «vu» o «vi»?
- Entrambi sono corretti. Vu è la forma preferita dai dizionari, vi è molto diffusa nel parlato.
- Come si chiama la lettera Y in italiano?
- Ipsilon oppure i greca. Vedi le lettere straniere.