La lettera U
La U è la diciannovesima lettera dell'alfabeto italiano e l'ultima delle sue cinque vocali. Si chiama u, rappresenta il suono /u/ e non è mai muta: a differenza dello spagnolo, in italiano la u di questo e di guerra si pronuncia sempre.
Nome e pronuncia
Il nome è u, femminile e invariabile. Il suono /u/ è una vocale chiusa posteriore arrotondata: la lingua arretra e le labbra si proiettano in avanti. Accanto a un'altra vocale e senza accento proprio diventa la semivocale [w]: uomo, guardare, quattro, può.
Dopo q e g la u conserva sempre il suo suono: quando è /ˈkwando/ e guerra è /ˈɡwɛrra/. È una differenza netta rispetto allo spagnolo e al portoghese, dove in que e guerra la u è muta e serve solo a mantenere dura la consonante. Per questo l'italiano non ha mai avuto bisogno della dieresi.
Da dove viene la lettera U
L'antenato è lo stesso gancio fenicio wāw da cui è nata la F. I greci lo presero come ipsilon Υ per la vocale /u/, e i romani lo adottarono con la forma V, che serviva sia per la vocale /u/ sia per la semiconsonante /w/: nelle iscrizioni latine si legge IVLIVS, pronunciato «Yulius». La distinzione grafica tra u vocale e v consonante si generalizzò nella stampa del Cinquecento, su proposta dell'umanista Gian Giorgio Trissino. Dallo stesso segno greco nacquero anche la W e la Y.
La U negli altri alfabeti e codici
| Sistema | Equivalente |
|---|---|
| Greco | Υ υ (ipsilon) · ου per /u/ |
| Cirillico | У у |
| Ebraico | ו (vav) con punto |
| Arabo | و (waw) |
| Morse | · · — |
| Braille | punti 1-3-6 |
| Alfabeto NATO | Uniform |
| LIS | indice e medio uniti verso l'alto |
Parole che iniziano con U
- Persone: uomo, ufficiale, umanista.
- Oggetti e luoghi: ufficio, uncino, urna, università.
- Cibo e natura: uva, uovo, ulivo, umido.
- Animali: uccello, upupa, urogallo.
- Idee: unità, universo, utilità, urgenza, umore, usanza.
Sono poche. La u è frequentissima dentro la parola ma rara all'inizio, al contrario della a o della e.
Regole e confusioni frequenti
Davanti a u l'articolo si comporta come davanti a qualsiasi vocale: l'uomo, l'uva, gli uffici. Fa eccezione solo la u di alcuni prestiti pronunciata come semiconsonante, dove si sente anche lo. La u tonica finale porta sempre l'accento grave: più, gioventù, virtù. E il gruppo cu non va confuso con qu: si scrive cuore, cuoco e scuola ma quadro, questo e quindi, come si spiega in la lettera Q.
Dittonghi con la U
| Dittongo | Tipo | Esempi |
|---|---|---|
| ua, ue, ui, uo | ascendente: u semivocale [w] + vocale | guado, guerra, guida, uomo |
| au, eu | discendente: vocale + u semivocale | causa, pausa, Europa, neutro |
Il dittongo uo è spesso «mobile»: compare quando la sillaba è accentata e si riduce a o quando l'accento si sposta. Per questo si dice buono ma bontà, nuovo ma novità, fuoco ma focolare, scuola ma scolaro, muovere ma movimento. In alcune parole l'uso oscilla e i dizionari accettano entrambe le forme (suonare e il più antico sonare).
Più, può, giù con l'accento; qui e qua senza
I monosillabi che terminano con due vocali, di cui l'ultima accentata, vogliono l'accento: più, giù, può, già, ciò, piè. Fanno eccezione qui e qua, che si scrivono sempre senza accento perché non hanno omografi da cui distinguersi. Una filastrocca scolastica lo riassume: «su qui e su qua l'accento non va». Anche l'apostrofo al posto dell'accento (piu', pò per po') è un errore: po', troncamento di poco, vuole l'apostrofo, non l'accento.
U e V sui monumenti
Sulle facciate di musei, scuole, palazzi e monumenti si legge spesso MVSEO, VNIVERSITAS, REPVBBLICA. Non è un errore: è un'imitazione voluta delle iscrizioni latine, in cui un solo segno V valeva sia /u/ sia /v/. La distinzione tra le due lettere è entrata nell'uso solo con la stampa moderna. Per la storia completa vedi l'alfabeto latino classico e la lettera V.
La U nelle altre lingue
- Francese e olandese: la u semplice vale /y/, una i con le labbra arrotondate (lune); il suono /u/ si scrive ou in francese e oe in olandese.
- Tedesco e turco: u vale /u/, mentre ü vale /y/.
- Inglese: la u ha molti valori, come in cup, put, use, rule.
- Gallese: anche la w fa da vocale /u/ (cwm, «valle»).
La U come simbolo
- U: simbolo chimico dell'uranio.
- ∪: in matematica l'unione di due insiemi (un segno distinto dalla lettera, Unicode U+222A).
- U: per la sua forma, nelle espressioni inversione a U, curva a U, tubo a U.
- La U di «questo» si pronuncia?
- Sì, sempre. In italiano non esiste la u muta dello spagnolo e del portoghese.
- Si scrive «cuore» o «quore»?
- Cuore. Fa parte del gruppo ristretto di parole con cu: cuoco, cuoio, scuola, innocuo.
- Si scrive «più» o «piu'»?
- Più, con l'accento grave sulla u. L'apostrofo al posto dell'accento è un ripiego delle vecchie tastiere, non una grafia corretta.
- Si scrive «qui» o «quì»?
- Qui, senza accento, come qua: sono monosillabi che non hanno omografi da cui distinguersi.
- Perché sui monumenti la U è scritta come una V?
- Perché si imitano le iscrizioni latine, dove un solo segno V rappresentava sia la vocale /u/ sia la consonante /v/.