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Alfabeto italiano

L'alfabeto italiano ha 21 lettere. Le altre cinque dell'alfabeto latino — J, K, W, X, Y — sono considerate lettere straniere e compaiono solo in prestiti, sigle e nomi propri. È uno degli alfabeti più corti d'Europa e una delle ortografie più regolari.

Le 21 lettere

LetteraNomeLetteraNomeLetteraNome
A aaH haccaQ qcu
B bbiI iiR rerre
C cciL lelleS sesse
D ddiM memmeT tti
E eeN nenneU uu
F feffeO ooV vvi / vu
G ggiP ppiZ zzeta

La Crusca considera corretto sia vi sia vu per la V; il primo è più tradizionale, il secondo più diffuso oggi, forse per analogia con doppia vu.

Vocali e consonanti

Delle 21 lettere, 5 sono vocali (a, e, i, o, u) e 16 sono consonanti (b, c, d, f, g, h, l, m, n, p, q, r, s, t, v, z). Le vocali scritte sono cinque, ma i suoni vocalici sono sette, come si vede più sotto. La i e la u possono anche funzionare da semiconsonanti davanti a un'altra vocale: ieri, uomo, piede, buono. Approfondimenti in vocali dell'alfabeto e consonanti dell'alfabeto.

Le 5 lettere straniere: J, K, W, X, Y

Non fanno parte dell'alfabeto tradizionale, ma si usano ogni giorno in prestiti, marchi, sigle, unità di misura e nomi propri. Nell'ordine alfabetico si inseriscono al loro posto latino: J dopo I, K prima di L, W X Y tra V e Z.

LetteraNomeEsempi d'uso
J ji lungajeans, judo, Juventus, Jacopo
K kcappakoala, kiwi, km, kg
W wdoppia vu (vu doppia)web, würstel, watt, windsurf
X xicsxilofono, taxi, extra, xenofobia
Y yipsilon (i greca)yogurt, yacht, hobby, yoga

La j non è del tutto estranea alla tradizione: fino all'Ottocento si scriveva spesso in parole come gioja, noja o nei plurali in -j (studj), e sopravvive in cognomi e toponimi come Jesolo o Ajaccio. Oggi l'ortografia standard usa sempre la i. Per l'elenco completo vedi nomi delle lettere.

Le doppie

La durata della consonante distingue le parole, ed è il tratto che gli stranieri sbagliano di più:

ScempiaDoppia
casacassa
palapalla
nonononno
setesette
copiacoppia
capellocappello

Tutte le consonanti tranne h e q possono raddoppiarsi. Fa eccezione il gruppo cq, che è la forma raddoppiata di q: acqua, acquisto, nacque.

Gli accenti

Si scrivono solo sull'ultima sillaba quando è tonica: città, caffè, perché, così, però, più. La regola è accento grave su a, i, o, u, e sulla e aperta (caffè, cioè); accento acuto sulla e chiusa (perché, né, sé, affinché).

L'accento distingue anche i monosillabi: è (verbo) da e (congiunzione), là e lì (avverbi) da la e li (articoli e pronomi), dà da da, sì da si.

La h non si pronuncia mai. Serve a due cose soltanto: indurire la c e la g davanti a e e i (che, ghiro) e distinguere le voci del verbo avere — ho, hai, ha, hanno — da o, ai, a, anno.

I gruppi da imparare

GrafiaSuonoEsempio
ca, co, cu, che, chi/k/chiesa
ce, ci/tʃ/cena
ga, go, gu, ghe, ghi/g/ghiaccio
ge, gi/dʒ/gelo
glilaterale palatalefiglio
gnnasale palatalegnomo
sce, sci/ʃ/scena

Davanti ad a, o, u la i dei gruppi ci, gi, sci di norma non si pronuncia e serve solo a indicare il suono dolce: ciao, giallo, sciopero. Lo stesso vale per gli davanti a vocale: figlia, moglie. Le combinazioni sono spiegate una per una in digrammi dell'alfabeto.

S e Z: una lettera, due suoni

Due consonanti hanno ciascuna una pronuncia sorda e una sonora che la grafia non distingue:

LetteraSordaSonora
S/s/ — sole, sasso, pasta/z/ — sbaglio, smetto, rosa (in molte regioni)
Z/ts/ — zio, pizza, grazie/dz/ — zero, zanzara, romanzo

La s è sempre sonora davanti a consonante sonora (sb, sd, sg, sl, sm, sn, sr, sv) e sempre sorda a inizio parola davanti a vocale e quando è doppia. Tra due vocali la pronuncia cambia molto da regione a regione: al Nord prevale la sonora, al Sud la sorda. Per la z non esiste una regola semplice e anche il dizionario segnala le due pronunce come varianti in molte parole.

Maiuscole: quando non si usano

La maiuscola si usa a inizio frase, nei nomi propri e dopo il punto. A differenza dell'inglese, in italiano vanno con la minuscola:

Le regole complete sono in maiuscole e minuscole.

Apostrofo ed elisione

L'apostrofo segnala la caduta di una vocale finale davanti a un'altra vocale: l'albero, dell'anno, c'è, d'accordo. L'articolo indeterminativo lo vuole solo al femminile: un'amica ma un amico, perché un maschile è una forma tronca, non elisa. Per la stessa ragione qual è si scrive senza apostrofo. In po' (da poco) il segno è un apostrofo, non un accento: un po', mai un pò.

Errori comuni di ortografia

SbagliatoCorrettoPerché
qual'èqual ètroncamento, non elisione
un pòun po'apostrofo per la caduta di -co
perchèperchée chiusa, accento acuto
sà, stà, fà (verbi)sa, sta, famonosillabi senza ambiguità
squolascuolail suono /kw/ si scrive quasi sempre cu; qu ha un elenco chiuso di parole
efficenza, scienziaefficienza, scienzala i si conserva o cade secondo l'etimologia

Il caso cu/qu è il più insidioso: cuore, cuoco, scuola, innocuo con la c; quadro, questo, quindi, qualità con la q. L'unica parola con qq è soqquadro.

Compitare in italiano

Per dettare una parola al telefono si usano nomi di città: A come Ancona, B come Bologna, C come Como, D come Domodossola, fino a Z come Zara. La lista completa, con le alternative per le lettere straniere, è nell'alfabeto telefonico italiano. Per la trascrizione fonetica precisa dei suoni vedi l'alfabeto fonetico italiano.

Vocali aperte e chiuse

L'italiano ha sette vocali, non cinque: e ed o hanno una versione aperta e una chiusa. La differenza distingue parole — pèsca (il frutto) e pésca (l'attività), bòtte e bótte — ma non si scrive quasi mai, e varia molto da regione a regione. Vedi lettere dell'alfabeto e quante lettere ha l'alfabeto.

Quante lettere ha l'alfabeto italiano?
21 ufficiali, 26 se si contano anche J, K, W, X e Y.
Perché la J non c'è?
Perché in italiano quel suono si scrive con la i: la j sopravvive solo in nomi propri e prestiti.
Quali sono le vocali dell'alfabeto italiano?
Le vocali scritte sono cinque: a, e, i, o, u. Nella pronuncia standard però i suoni vocalici sono sette, perché la e e la o possono essere aperte o chiuse.
Quante consonanti ha l'alfabeto italiano?
Sedici: b, c, d, f, g, h, l, m, n, p, q, r, s, t, v, z. Contando anche le lettere straniere j, k, w, x, y si arriva a 21 consonanti su 26 lettere.
Come si chiama la Y in italiano?
Si chiama ipsilon oppure i greca. Entrambi i nomi sono corretti; la K si chiama cappa, la W doppia vu, la X ics e la J i lunga.
Si scrive qual è o qual'è?
Si scrive qual è, senza apostrofo. Qual è una forma tronca che esiste anche davanti a consonante (qual buon vento), quindi non c'è elisione da segnalare.

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