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Alfabeto ceco

L'alfabeto ceco ha 42 lettere ed è il modello da cui sono nate le ortografie slave con diacritici. La sua innovazione chiave è il háček, il piccolo «gancio» (ˇ) che Jan Hus propose verso il 1412 per sostituire i digrammi con un segno sopra la lettera.

Le 42 lettere

LetteraSuona comeLetteraSuona comeLetteraSuona come
A aaI iiŘ řrj (unica)
Á áa lungaÍ íi lungaS ss
B bbJ ji di maiŠ šsc di scena
C cz di zioK kkT tt
Č čc di cenaL llŤ ťt palatale
D ddM mmU uu
Ď ďd palataleN nnÚ ú / Ů ůu lunga
E eeŇ ňgnV vv
É ée lungaO ooY yi
Ě ěie / palatalizzaÓ óo lungaÝ ýi lunga
F ffP ppZ zs di rosa
G gg di gattoR rr vibranteŽ žj francese
H hh aspirataCh chch di Bach

Il ch conta come lettera autonoma e si ordina fra la h e la i, non dentro la c.

Il háček di Jan Hus

Prima del XV secolo il ceco si scriveva con digrammi alla polacca: cz, sz, rz. Nel trattato De orthographia bohemica, attribuito a Jan Hus verso il 1412, si propose un principio nuovo: un segno per suono, marcando con un punto o un gancio le consonanti che il latino non aveva.

L'idea si rivelò così efficiente da diffondersi allo slovacco, allo sloveno, al croato, al serbo latino, al lettone, al lituano e, nell'Ottocento, al sistema di traslitterazione scientifica di tutte le lingue slave. Si confronti: il polacco scrive szczęście e il ceco štěstí.

La ř è un suono che non esiste in nessun'altra lingua al mondo: una vibrante alveolare fricativa, qualcosa come una r e una j francese insieme. È l'ultimo suono che i bambini cechi imparano e quello che smaschera qualsiasi straniero. Compare nel nome del compositore Dvořák.

Vocali lunghe

L'accento acuto (čárka) segna la durata, non la tonicità: á, é, í, ó, ú, ý sono le stesse vocali tenute più a lungo. La distinzione cambia il significato: byt è «appartamento» e být è «essere». L'accento tonico invece cade sempre sulla prima sillaba.

La ů con l'anello suona come la ú, ma è un fossile storico: viene da un antico dittongo uo. Si scrive dentro la parola, mentre la ú a inizio parola.

Parole senza vocali

La r e la l ceche possono essere sillabiche, cioè fare da nucleo di sillaba senza vocale. Da qui frasi celebri come strč prst skrz krk («infila il dito attraverso la gola») o il nome della città di Brno, che a un italiano sembrano impronunciabili ma per un ceco sono del tutto normali.

Vedi alfabeto polacco, alfabeto croato e alfabeti per lingua.

Quante lettere ha l'alfabeto ceco?
42, contando le vocali lunghe e il digramma ch come lettere autonome.
Chi ha inventato il háček?
È attribuito a Jan Hus, verso il 1412, e di lì è passato a mezza Europa centrale e orientale.

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