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Alfabeti inventati

Quasi tutti gli alfabeti del mondo sono ereditati: discendono per adattamenti successivi dal fenicio. Ma alcuni pochi furono inventati deliberatamente da una persona o da un gruppo, con una data e uno scopo noti, e sono i casi più interessanti della storia della scrittura.

I grandi alfabeti inventati

AlfabetoAutoreAnnoPer che cosa
Hangulre Sejong1443alfabetizzare il popolo coreano
CherokeeSequoyah1821scrivere la lingua cherokee
ArmenoMesrop Mashtotsc. 405tradurre la Bibbia in armeno
Georgianoattribuito a MashtotsV secoloscrivere il georgiano
GlagoliticoCirillo e Metodio863evangelizzare gli slavi
BrailleLouis Braille1825lettura tattile per ciechi
Alfabeto Deseretchiesa mormone1854riformare l'ortografia inglese
Alfabeto ShavianoKingsley Read1960scrivere l'inglese foneticamente

L'hangul: il meglio progettato

L'hangul è l'unico alfabeto le cui forme furono disegnate secondo la fonetica. Le consonanti di base raffigurano la posizione degli organi nell'articolarle, e aggiungere un tratto significa aggiungere aspirazione. Le vocali combinano tre simboli filosofici: cielo, terra ed essere umano.

Il risultato è così sistematico che si impara a leggere in un'ora, e il linguista Geoffrey Sampson lo ha definito «il miglior sistema di scrittura al mondo». Fu promulgato nel 1446 con un testo che ne spiegava il motivo: la gente comune non poteva esprimersi per iscritto perché i caratteri cinesi erano inaccessibili.

Il cherokee: inventato da un analfabeta

Sequoyah, orafo cherokee, non sapeva leggere né scrivere in nessuna lingua. Verso il 1809 capì che i segni sui fogli dei bianchi rappresentavano il linguaggio, e dedicò dodici anni a costruire un sistema per il cherokee. Prima provò un segno per parola e vi rinunciò; poi scoprì che la sua lingua aveva circa 85 sillabe e creò un sillabario.

Prese in prestito forme di lettere latine che aveva visto senza conoscerne il valore, e per questo la sua D si legge a e la sua R si legge e. La nazione cherokee lo adottò ufficialmente nel 1825 e in pochi anni raggiunse un tasso di alfabetizzazione superiore a quello dei coloni vicini.

Il caso di Sequoyah è unico nella storia documentata: una persona che non conosceva alcun sistema di scrittura ne creò uno funzionante partendo solo dall'idea che fosse possibile. I linguisti la chiamano «diffusione dell'idea» ed è la prova che basta sapere che la scrittura esiste per poterla reinventare.

Alfabeti di finzione

La maggior parte degli alfabeti di finzione sono cifrari: sostituiscono lettera per lettera un alfabeto reale. Quelli di Tolkien fanno eccezione, perché descrivono sistemi fonologici coerenti e con una storia interna.

Perché quasi nessuna riforma attecchisce

Sono stati proposti decine di alfabeti per riformare l'ortografia inglese, la più irregolare d'Europa. Nessuno ha attecchito, nemmeno con appoggio istituzionale: il Deseret ebbe il sostegno della chiesa mormone e lo shaviano il lascito testamentario di Bernard Shaw. La ragione è sempre la stessa: cambiare scrittura obbliga a ristampare tutto il pubblicato e lascia analfabeta un'intera generazione.

Le uniche riforme riuscite furono imposte da uno Stato e per motivi politici: il turco passò dall'arabo al latino nel 1928 per decreto di Atatürk, e diverse repubbliche ex sovietiche abbandonarono il cirillico dopo il 1991. Vedi tipi di alfabeto e storia dell'alfabeto.

Qual è l'alfabeto inventato più recente ancora in uso?
L'hangul coreano, del 1443, resta il più usato tra quelli inventati. Il cherokee, del 1821, è il più recente con uso comunitario continuo.
Si può inventare un alfabeto nuovo?
Tecnicamente sì, e si fa spesso. Il difficile non è crearlo ma farlo adottare da una comunità.

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