Vocali in inglese
L'inglese ha cinque lettere vocaliche — a, e, i, o, u — ma più di venti suoni vocalici. Questa sproporzione, tre volte quella dell'italiano, è la ragione per cui l'ortografia inglese sembra capricciosa: la stessa lettera vale cose diverse in cat, car, care e call.
Vocali lunghe e vocali brevi
| Lettera | Suono breve | Esempio | Suono lungo | Esempio |
|---|---|---|---|---|
| A | /æ/ | cat, hat, man | /eɪ/ | cake, name, late |
| E | /ɛ/ | bed, pen, red | /iː/ | these, he, meet |
| I | /ɪ/ | sit, big, fish | /aɪ/ | time, five, like |
| O | /ɒ/ | hot, dog, box | /oʊ/ | home, go, note |
| U | /ʌ/ | cup, sun, bus | /juː/ | use, music, cute |
La regola più utile dell'ortografia inglese è quella della e muta finale: aggiungere una e alla fine allunga la vocale precedente e non si pronuncia. Così hat /hæt/ diventa hate /heɪt/, bit diventa bite, not diventa note, cut diventa cute. Vale per centinaia di parole ed è la prima cosa che si insegna nelle scuole anglofone.
La schwa: il suono più frequente dell'inglese
Il suono più comune dell'inglese non ha una lettera propria. È la schwa /ə/, una vocale neutra e breve che compare in qualunque sillaba atona, con qualsiasi lettera la scriva: la a di about, la e di taken, la i di pencil, la o di lemon, la u di support. Suonano tutte uguale.
È il punto più difficile per chi parla italiano, perché l'italiano mantiene pieno il timbro delle vocali atone: la nostra o suona uguale in gatto e in modo. Pronunciare le atone inglesi con il loro valore pieno produce il caratteristico accento italiano. Dire computer con tre vocali nitide invece di /kəmˈpjuːtər/ è l'esempio tipico.
I dittonghi
- /eɪ/ day, rain, eight
- /aɪ/ my, night, buy
- /ɔɪ/ boy, coin, voice
- /aʊ/ now, house, out
- /oʊ/ go, boat, snow
- /ɪə/ here, beer, near (britannico)
- /eə/ hair, care, there (britannico)
- /ʊə/ tour, sure (britannico)
Gli ultimi tre esistono solo nell'inglese britannico; in quello americano la r si pronuncia e il dittongo scompare.
Perché l'inglese non si legge come si scrive
L'ortografia inglese si fissò con la stampa alla fine del Quattrocento, poco prima e durante il cosiddetto Great Vowel Shift, un cambiamento di pronuncia che tra il 1400 e il 1700 spostò tutte le vocali lunghe della lingua. La scrittura si congelò e il parlato continuò a cambiare: per questo name si scrive come si scriveva quando suonava «náme», e meet conserva la doppia e di quando era una e lunga.
A questo si aggiunge il lessico preso in prestito senza adattamento: ballet e rendezvous dal francese, psychology dal greco, spaghetti dall'italiano. L'inglese scrive ogni prestito come nella lingua d'origine, mentre l'italiano tende ad adattarlo. Il risultato sono undici modi di scrivere il suono /iː/: be, bee, sea, key, chief, machine, receive, people, quay, amoeba, Aesop.
Confronto con le vocali italiane
L'italiano ha cinque lettere e sette suoni, perché e e o possono essere aperte o chiuse. L'inglese ha cinque lettere e oltre venti suoni. La differenza vera però è un'altra: in italiano la lunghezza vocalica non distingue parole, in inglese sì, e ship e sheep sono due cose diverse. Vedi vocali dell'alfabeto e alfabeto fonetico inglese.
- Quante vocali ha l'inglese?
- Cinque lettere (a, e, i, o, u) più la y in alcuni casi, ma oltre venti suoni vocalici.
- Che cos'è la schwa?
- La vocale neutra /ə/ delle sillabe atone, il suono più frequente dell'inglese. Non ha una lettera propria.
- Perché la «e» finale non si pronuncia?
- Perché ha perso il suono nell'inglese medio ma è rimasta nella scrittura, dove è diventata il segno che la vocale precedente è lunga.