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Storia dell'alfabeto fonetico

Con il nome di «alfabeto fonetico» convivono due sistemi senza alcun rapporto: l'AFI, creato nel 1888 per trascrivere i suoni di qualunque lingua, e gli alfabeti di spelling radio, che assegnano parole alle lettere. Questa pagina racconta la storia di entrambi.

L'AFI: nasce la trascrizione universale

La base furono le lettere latine in corsivo, cui si aggiunsero lettere greche, versioni ruotate o capovolte di lettere latine e simboli nuovi. Oggi copre circa 107 segni di lettera. Dettaglio completo in alfabeto fonetico internazionale.

Gli alfabeti di spelling: nascono con la radio

Il problema è più antico della radio: compitare ad alta voce fallisce perché molte lettere suonano simili. Con il telegrafo e poi con la radiotelefonia militare, nella Prima guerra mondiale, la questione divenne critica: una lettera fraintesa poteva significare coordinate sbagliate.

AnnoSistemaEsempi
1904Liste telegrafiche britannicheAck, Beer, Charlie, Don
1927Prima lista dell'UITAmsterdam, Baltimore, Casablanca
1941«Able Baker», militare angloamericanaAble, Baker, Charlie, Dog
1947Lista latinoamericana ICAOAna, Brasil, Coco, Dado
1951Primo tentativo ICAOAlfa, Bravo, Coca, Delta
1956Versione definitiva NATO/ICAOAlfa, Bravo, Charlie, Delta

Perché servirono cinque anni di prove

La lista del 1951 fallì nell'uso reale: alcune parole si confondevano con il rumore di fondo o risultavano impronunciabili per parlanti di certe lingue. Tra il 1952 e il 1956 si condussero prove sistematiche con parlanti di 31 nazionalità che ascoltavano trasmissioni degradate, e cinque parole furono sostituite: Coca divenne Charlie, Metro divenne Mike, Nectar divenne November, Union divenne Uniform ed Extra divenne X-ray.

La versione risultante fu adottata nel 1956 ed è ancora in vigore senza alcuna modifica, accolta da ICAO, NATO, Unione Internazionale delle Telecomunicazioni e Organizzazione Marittima Internazionale. Vedi alfabeto aeronautico e alfabeto militare.

Prima degli alfabeti di parole esisteva un altro sistema per compitare a distanza: il codice morse, del 1838, che non sostituisce le lettere con parole ma con sequenze di punti e linee. È ancora in uso come riserva nella navigazione e nell'aviazione.

Le liste nazionali sopravvissute

Lo standard internazionale non ha eliminato le liste locali, ancora vive nell'uso civile di ogni paese perché usano parole familiari: l'alfabeto telefonico italiano con Ancona, Bologna e Como; quello spagnolo con Antonio e Barcelona; quello tedesco con i nomi propri. Convivono senza conflitto: in una telefonata alla banca si usa la lista locale, in una comunicazione tecnica o internazionale quella NATO.

Quando è stato creato l'alfabeto fonetico internazionale?
Nel 1888, dall'Associazione Fonetica Internazionale fondata due anni prima a Parigi.
Quando è stato adottato l'Alfa Bravo Charlie?
Nel 1956, dopo cinque anni di prove ICAO. Non è cambiato da allora.
Perché due cose così diverse si chiamano allo stesso modo?
Per caso storico: entrambe si occupano di suoni, una descrivendoli e l'altra rendendoli inconfondibili via radio.

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