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Come insegnare l'alfabeto

La regola che cambia di più il risultato è controintuitiva: insegna prima il suono della lettera, non il suo nome. Un bambino che sa che la m si chiama «emme» non riesce a leggere mamma; uno che sa che suona /m/, sì. Il nome serve per lo spelling e per l'ordine, e arriva dopo.

Suono prima del nome

Leggendo, il cervello converte le lettere in suoni e li unisce. Se il bambino ha memorizzato i nomi deve fare una traduzione in più: vede sole, pensa «esse-o-elle-e» e non ottiene nulla. Se conosce i suoni, dice /s/ /o/ /l/ /e/ e la parola compare da sola.

In italiano questo funziona molto bene perché la corrispondenza tra lettera e suono è quasi perfetta: chi conosce i suoni può leggere qualunque parola, anche inventata. In inglese lo stesso metodo richiede molto più tempo, perché una lettera può suonare in cinque modi.

In che ordine presentare le lettere

Non in ordine alfabetico. L'ordine A-B-C serve per cercare sul dizionario, non per imparare a leggere: con a, b e c non si forma nessuna parola. Il criterio è partire da lettere che si combinino subito e che siano facili da articolare:

  1. Vocali per prime: a, e, i, o, u. Sono cinque e compaiono in tutte le parole.
  2. Consonanti continue: m, s, l, n, f, r. Si possono allungare (mmmmm) e per questo si uniscono facilmente alla vocale seguente.
  3. Consonanti occlusive: p, t, d, b, c, g. Non si possono allungare ed è più difficile unirle senza aggiungere una vocale parassita.
  4. Quelle a doppio suono: c, g, s, z. Richiedono di spiegare la regola.
  5. Le difficili e le rare: h muta, gn, gl, sc, q, e le cinque straniere.

Con le cinque vocali e quattro consonanti continue si formano già decine di parole: mamma, sole, luna, mela, sale, nonna. Quel momento in cui il bambino legge la prima parola intera è quello che lo aggancia.

Quando dici il suono di una consonante, evita di aggiungerci una vocale. La m suona /mmm/, non «me»; se dici «me-a-me-a», il bambino legge meamea invece di mamma. È l'errore più diffuso e quello che più rallenta la lettura.

Cosa aspettarsi a ogni età

EtàChe cosa ci si può aspettare
2-3 anniriconosce la lettera del suo nome; canta la canzone senza capirla
3-4 anniidentifica alcune lettere isolate; distingue lettere da disegni
4-5 anniconosce la maggior parte dei suoni; scrive il suo nome; inizia a unire sillabe
5-6 annilegge parole brevi; scrive con errori ma in modo fonetico
6-7 annilegge frasi; inizia l'ortografia convenzionale

Questi margini sono ampi di proposito. Un bambino che legge a quattro anni e uno che legge a sei arrivano allo stesso livello a otto: l'età d'inizio non predice il livello successivo.

Che cosa funziona e che cosa no

Per il materiale, vedi schede dell'alfabeto, giochi con l'alfabeto, alfabeto da colorare e l'alfabeto per età.

Si insegna prima il nome o il suono della lettera?
Il suono. Il nome serve per lo spelling e per l'ordine alfabetico, e può aspettare.
In che ordine si insegnano le lettere?
Vocali, poi consonanti continue (m, s, l, n), poi occlusive. Mai in ordine alfabetico.
A che età deve sapere l'alfabeto?
Non c'è un'età obbligatoria. Tra i quattro e i sei anni è l'usuale, con una variazione normale molto ampia.

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