Alfabeto di calligrafia
La calligrafia è l'arte di scrivere bene a mano: ogni lettera si traccia in un solo movimento e lo spessore lo produce lo strumento, non il riempimento successivo. È l'opposto del lettering, che disegna le lettere, e il suo apprendimento poggia su tre cose: l'angolo, le proporzioni e la ripetizione.
Gli stili storici principali
| Stile | Epoca | Tratto distintivo |
|---|---|---|
| Onciale | secoli IV-VIII | rotonda, solo maiuscole, senza angolo |
| Carolina | secolo IX | origine delle nostre minuscole, molto leggibile |
| Gotica o textura | secoli XII-XV | tratti verticali spigolosi e serrati |
| Umanistica | secolo XV | ritorno alla carolina, base dei caratteri moderni |
| Cancelleresca o italica | secolo XVI | inclinata, elegante, la più praticata oggi |
| Copperplate o inglese | secoli XVIII-XIX | molto inclinata, contrasto estremo, pennino appuntito |
| Spencerian | secolo XIX | americana, ovale, base di logotipi classici |
La cancelleresca nacque proprio in Italia, nella cancelleria pontificia del primo Cinquecento, e fu diffusa da Ludovico degli Arrighi con il primo manuale di scrittura a stampa della storia, nel 1522.
I due tipi di pennino
- Pennino a punta larga (o a taglio dritto): lo spessore dipende dalla direzione del tratto, non dalla pressione. Si mantiene un angolo costante — 30 gradi per l'italica, 45 per la gotica — e il contrasto viene da sé. È quello per onciale, gotica, carolina e italica.
- Pennino appuntito (o flessibile): lo spessore dipende dalla pressione. Si preme scendendo e si alleggerisce salendo. È quello della copperplate e della spencerian, e il più difficile da dominare.
Scegliere il pennino sbagliato per lo stile è l'errore iniziale più comune: la gotica con punta flessibile viene tremolante, e la copperplate con punta larga non ha il contrasto che la definisce.
Le linee guida, che non sono facoltative
Nessun calligrafo scrive su carta bianca. Si riga il foglio con quattro linee:
- Linea di base: dove poggiano tutte le lettere.
- Altezza della x: il tetto del corpo centrale delle minuscole.
- Linea degli ascendenti: fin dove salgono b, d, f, h, k, l.
- Linea dei discendenti: fin dove scendono g, j, p, q, y.
L'altezza della x si misura in larghezze di pennino, non in millimetri: l'italica ne usa 5, la gotica 5, l'onciale 4. Così lo stesso alfabeto si può fare in qualunque dimensione mantenendo le proporzioni. Si segna impilando il pennino a scaletta sul foglio.
Un piano di pratica di otto settimane
- Settimane 1-2: solo tratti di base con l'angolo costante. Linee verticali, curve, diagonali. Fogli interi.
- Settimane 3-4: minuscole raggruppate per famiglia di tratto: prima i, l, t; poi n, m, h; poi o, c, e.
- Settimane 5-6: parole brevi, lavorando lo spazio tra le lettere, che è metà del risultato.
- Settimane 7-8: maiuscole e composizione di una frase completa.
Venti minuti al giorno rendono molto più di due ore a settimana: la calligrafia è memoria muscolare e si consolida con la ripetizione distribuita.
Lo spazio tra le lettere
Un testo calligrafico ben fatto ha la stessa area di bianco tra tutte le lettere, non la stessa distanza. Due lettere dritte vicine (il) hanno bisogno di più separazione di due tonde (oo), e una dritta accanto a una tonda sta nel mezzo. Quella regolazione ottica, e non la forma delle lettere, è ciò che distingue un lavoro da principiante da uno buono.
Vedi anche alfabeto lettering, alfabeto gotico e alfabeto corsivo.
- Che pennino si usa per cominciare?
- Uno a punta larga da 2 o 3 millimetri, con cui si pratica l'italica. Lo spessore viene dall'angolo e non richiede controllo della pressione.
- Si può fare calligrafia con un pennarello?
- Sì, con pennarelli a punta larga smussata o a punta di pennello. Il risultato è diverso da quello del pennino ma l'apprendimento è lo stesso.